Il laboratorio delle emozioni
Amore, rabbia, senso di colpa, ansia.. molte sono le emozioni che bussano alla porta, spesso contemporaneamente, a volte selettivamente … ma raramente siamo in grado di “etichettarle”, ovvero di denominarle e sentirle nostre, come provenienti dalla nostra pancia … di qui la difficoltà ad esprimerle e ad utilizzarle nella comunicazione. Ma cos’è un’emozione? “Una reazione affettiva, in genere breve ma intensa, che insorge all’improvviso in risposta a degli stimoli ambientali che, per un qualunque motivo, ci colpiscono”.
Una canzone, la pagina di un libro, un odore, un luogo .. Ogni cosa che ci circonda suscita in noi una reazione emotiva, solo che raramente ascoltiamo.
La parola emozione deriva dal verbo latino Emovere, ovvero smuovere. L’emozione è quindi un “movimento“ che parte dall’interno e che tende ad esprimersi all’esterno. La differenza che la contraddistingue dal sentimento è che quest’ultimo dipende sì anch’esso da uno stimolo esterno, ma in misura assai maggiore, rispetto all’emozione, è influenzato dai nostri interessi, valori, e contesto culturale. Il sentimento tende a persistere nel tempo anche in assenza dello stimolo diretto o dell‘ “oggetto affettivo”. Al contrario, l’emozione tende ad essere evanescente.
Ad esempio, possiamo considerare emozione l’attrazione che proviamo alla vista di un bell’uomo o di una bella donna, ma appena la persona si allontana da noi, la nostra reazione emotiva si attenua.
Questa emozione si trasforma poi in sentimento quando iniziamo a pensare a quel qualcuno anche quando non c’è, desideriamo incontrarlo, trascorrere del tempo insieme, valutiamo che potremmo essere in sintonia perché condividiamo delle idee, delle abitudini. Insomma, quella persona ci interessa!
Gli psicologi hanno diviso le emozioni in primarie e complesse.
Le emozioni primarie sono otto: la paura, la rabbia, la tristezza, gioia, l’accettazione, il disgusto, l’attesa e la sorpresa. Purtroppo la nostra società inibisce la libera espressione della maggior parte delle suddette emozioni naturali considerando gravemente sconvenienti manifestarle nelle normali interazioni sociali. Secondo vari autori, dalla combinazione delle emozioni primarie derivano le secondarie, denominate anche complesse o culturali, essendo socialmente apprese: l’allegria, la vergogna, l’ansia, la rassegnazione, la gelosia, la speranza, Il perdono, l’offesa, la nostalgia, il rimorso, la delusione
L’utilità delle emozioni consiste nel permetterci di valutare nell’immediato se uno stimolo ci sorprende, ci piace oppure no, se può esserci utile o dannoso ed infine, se siamo in grado di affrontarlo o è meglio allontanarsi da esso.
Le emozioni, quando compaiono in noi, provocano una serie di reazioni a livello somatico, vegetativo e psichico.
Le risposte somatiche possono essere direttamente osservate e consistono nell’arrossire, tremare, sudare, respirare più velocemente, la pupilla può cambiare le sue dimensioni.
Le risposte vegetative, al contrario, possono essere misurate solo con apparecchiature speciali e consistono in accelerazioni del battito cardiaco, aumento della pressione, alterazioni nella salivazione, nella secrezione da parte delle ghiandole, della conduttanza cutanea. Le risposte vegetative non sono controllabili ed è proprio su questo principio che si basa l’affidabilità della famosa “macchina della verità”.
Nella comunicazione delle emozioni vanno dunque considerati:
- SEGNALATORI DI EMOZIONE
- INDICI DELLO STATO EMOTIVO
SEGNALATORI DI EMOZIONE
- Movimenti degli occhi e direzione dello sguardo
- Gesti e postura
- Toni e inflessioni della voce, pause nel discorso (timbro, tono e ritmo)
- Suoni come ridacchiare, mormorare..
- Uso di spazi nell’interazione sociale
- annusare, fiutare
INDICI DELLO STATO EMOTIVO
- Autovalutazioni del soggetto:
È fondamentale abituarsi a chiedere alle persone cosa provano, perché questa semplice domanda ci permette di ottenere informazioni importanti e di far sentire l’altro oggetto di attenzione.
- Indici comportamentali: (es. espressioni, postura, comportamento approccio-fuga, calo di prestazione,ecc)
- Analisi delle modificazioni fisiologiche
Dagli studi dello psicologo canadese Paul Ekman una caratteristica importante delle emozioni primarie è data dal fatto che vengono espresse da ogni essere umano in qualsiasi luogo, di qualsiasi cultura ed etnia attraverso modalità simili. Ekman, ha analizzato come le espressioni facciali corrispondenti ad ogni singola emozione interessino gli stessi tipi di muscoli facciali e allo stesso modo, indipendentemente da fattori quali latitudine, cultura e etnia.
Il nostro vocabolario emotivo può essere ampliato ogni giorno.. Possiamo allenarci a riconoscere e denominare le nostre emozioni … Possiamo allenarci a dire “provo disagio” o “mi sento felice”…
Mostrare le proprie emozioni non significa essere fragili o “esporsi”, significa prendere consapevolezza di quella parte di noi che usiamo poco, per paura o insicurezza e utilizzarla come punto di forza … Agli altri e a noi stessi sarà così più chiaro chi siamo, cosa pensiamo e soprattutto cosa proviamo, senza fraintendimenti e con una maggior capacità di gestione
E voi, siete sicuri di conoscere tutte le emozioni? Sapreste riconoscerle? Provate a compilare il diario emotivo
A cura della Dottoressa anna Chiara Venturini, psicologa psicoterapeuta a Roma



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